L’11 Aprile del 1980 usciva Coming Up. Il video venne trasmesso per la prima volta il 14 Aprile al Kenny Everett Video Show in UK e al Saturday Night Live il 17 Maggio.
McCartney II è stato il primo disco che io abbia mai ascoltato di un ex beatle. L’ho fatto prima ancora di ascoltare un vero album dei Beatles, avevo da poco digerito una raccolta in cassetta che mi aveva folgorata (The Beatles 20th Greatest Hits). Forse è per questo che, in confronto a molti altri beatlesiani, lo adoro.
Erano le prime volte che scartabellavo tra i vinili del Bergamo Musica RecordStore e lo facevo senza particolari obiettivi nella testa, quando ecco spuntare il faccione di Paul. Destino. Tornata a casa, cominciai ad armeggiare con il giradischi e da Coming Up a One of These Days era una scoperta continua: quanto mi sono divertita, quanto ho cantato e quante volte ho riletto i testi con quel vinile tra le mani!
Rispetto al suo omonimo predecessore pubblicato 10 anni prima subito dopo lo scioglimento dei Beatles, McCartney II è divertito e divertente. Si sente (non solo con l’orecchio) come Paul qui non abbia per la testa molti fronzoli. Tutti i fronzoli sono negli elaborati e bizzarri arrangiamenti. “Instruments and voices by Paul McCartney”, si può leggere sul retro del vinile.
E prendendo, ad esempio, la traccia di apertura, qui il Macca suona basso, batteria, chitarra elettrica, tastiere, mixing, percussioni, synthesizers, tamburello. E anche nel divertentissimo video… fa (quasi) tutto lui.
Le tracce vocali sull’album sono state trattate usando una vari-speed tape machine che ne altera l’effetto.
In his own words:
I was working with a vari-speed machine with which you can speed up your voice, or take it down a little bit. That’s how the voice sound came about. It’s been speeded up slightly and put through an echo machine I was playing around with. I got into all sorts of tricks, and I can’t remember how I did half of them, because I was just throwing them all in and anything that sounded good, I kept. And anything I didn’t like I just wiped.
Paul McCartney
“Stavo lavorando con una vari-speed machine con la quale puoi accelerare la tua voce o rallentarla un po’. È così che è nato quel tipo di cantato. L’ho leggermente accelerato e sottoposto a una echo machine con cui stavo giocando. Mi sono imbattuto in tutti i tipi di trucchi e non riesco a ricordare come ho realizzato la metà di essi, perché li stavo solo buttando tutti dentro e tutto ciò che suonava bene, l’ho tenuto. E tutto ciò che non mi piaceva l’ho semplicemente cancellato”.
Nel video, divenuto celebre, Paul e Linda interpretano vari personaggi e stereotipi, ma alcuni di loro sono poi effettivamente stati ricondotti a musicisti realmente esistiti.
La band che suona si chiama “The Plastic Macs” un omaggio esplicito alla superba Plastic Ono Band di John e Yoko, gli altri riferimenti invece sono ad Hank Marvin (chirarrista degli Shadows), Ron Mael (tastierista degli Sparks), si può anche vedere una versione di Paul dei primi Beatles (intento a fare “uuuuhhh” come piaceva in piena Beatlemania).
Altri riferimenti potrebbero essere a Andy MacKay (sassofonista), Frank Zappa, Mick Fleetwood (alla batteria), ma Paul sostiene siano invece soltanto dei vaghi riferimenti comici. Personalmente ci ho sempre visto Douglas “Cosmo” Clifford dei Creadence Clearwater Revival, ma Paul ha chiarito il dilemma nel video dedicato a Coming Up pubblicato 5 anni fa per promuovere la raccolta Pure McCartney. Nel video, infatti, afferma che il suo riferimento per il personaggio alla batteria fosse John “Bonzo” Bonham dei Led Zeppelin.
Le riprese per il video andarono avanti per cinque giorni e Linda aveva allestito un piccolo studio fotografico ai margini del set. Ogni volta che Paul vestiva i panni di quel dato personaggio, veniva immortalato in uno scatto. Queste fotografie vennero poi utilizzate in un calendario del 1981 curato dalla stessa Linda (nel momento in cui scrivo è attiva un’inserzione su eBay Australia e una su Etsy per qualche decina di euro).

Com’è o come non è, la leggenda narra che a John fosse piaciuta Coming Up:
“I heard one track – the hit, Coming Up, which I thought was a good piece of work” / “Ho ascoltato una traccia – la hit, Coming Up, che penso sia un gran pezzo”. (All We Are Saying, 1980).
Coming Up andò infatti in vetta alle classifiche, raggiungendo la posizione numero 1 in USA e 2 in UK.
Qualcuno addirittura chiosò che fosse stata proprio “Coming Up” a convincere John ad applicarsi più seriamente nelle registrazioni in studio, come ricorda lo stesso Paul:
I heard a story from a guy who recorded with John in New York, and he said that John would sometimes get lazy. But then he’d hear a song of mine where he thought, <<Oh, shit, Paul’s putting it in, Paul’s working!>>. Apparently “Coming Up” was the one song that got John recording again. I think John just thought, <<Uh oh, I had better get working, too>>. I thought that was a nice story.
Paul McCartney
“Ho sentito una storia da un ragazzo che ha registrato con John a New York, che mi ha raccontato come John a volte si impigrisse. Ma poi ha sentito una mia canzone e deve aver pensato: << Oh, merda, Paul è uscito con un nuovo pezzo, sta lavorando!>>. Sembrava che fosse stata “Coming Up” a far tornare John a registrare di nuovo. Penso che John abbia semplicemente pensato, <<Uh oh, è ora che anche io mi rimetta al lavoro>>. Ma ho pensato che fosse una bella storia”.
Mamunia
Per approfondimenti:
– https://www.youtube.com/watch?v=RPk8fXBsxhQ
– https://www.the-paulmccartney-project.com/…/filming-of…/
– https://en.wikipedia.org/wiki/Coming_Up_(song)

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